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festival lima 2008 spot1Lo que ya se rumoreaba con fuerza se ha confirmado finalmente, Mario Vargas Llosa será el presidente del 12° Festival de Lima, que arranca este 7 de agosto. Leemos en La República que el festival presentará además una selección de filmes a manera de homenaje al novelista y su relación con el cine:

Asimismo, nuestro mayor escritor será homenajeado por su contribución artística al cine, con una gran exhibición de las películas inspiradas en su obra. Se prevé que entren en esta elección La fiesta del Chivo, Pantaleón y las visitadoras (de Francisco Lombardi, no la que MVLL dirigió al alimón con José María Gutiérrez Santos en 1975) y La ciudad y los perros, aunque sería interesante ver Tune in tomorrow, adaptación de La tía Julia y el escribidor, hecha por Jon Amiel en 1990, con Keanu Reeves.

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Inca Kola è la bibita nazionale del Perù, attualmente è la bibita gassata più venduta del paese prima anche di Coca Cola.
Non ho mai saputo le sue origini fino a quando non ho incontrato il suo racconto dettagliato e appassionante su Wikipedia che qui sotto ripropongo.

Storia

Nel 1910, presso Rimac, uno dei più vecchi e più tradizionali quartieri di Lima, una famiglia immigrata dall’Inghilterra creò una piccola impresa d’imbottigliamento con il nome di famiglia: Lindley. Poco a poco, l’impresa ebbe molto successo e nel 1928 José R. Lindley ne divenne il primo Direttore Generale.

Grazie alle sue relazioni amichevoli con un fabbricante locale di bibite, Lindley imparò la ricetta di un’ancestrale bevanda a base di citronella (Aloysia triphylla), “Hierba Luisa” in spagnolo. Ne apprezzò il sapore e preparò delle nuove varianti, con nuovi ingredienti e nuovi livelli di gassificazione finché, nel 1935 venne lanciata sul mercato “Inca Kola” accompagnata dallo slogan: “C’è solo una Inca Cola e non assomiglia a nessun’altra” (Inca Kola sólo hay una y no se parece a ninguna), un profumo unico, una bevanda gassata al punto giusto.

Alla metà degli anni quaranta, Inca Kola era già leader del mercato locale della capitale peruviana e, grazie ad alcune innovazioni introdotte nel 1945, la capacità d’imbottigliamento crebbe fortemente e regolarmente e la fece diventare una bibita tradizionale (grazie anche all’utilizzo di simboli iconografici nazionali e dei popoli indigeni d’America.

Alla fine degli anni cinquanta, Inca Kola beneficiò di un enorme aumento dei consumi mondiali, tanto che riuscì ad attestarsi al 38% del mercato peruviano nel 1970, eclissando tutte le altre bevande e facendola diventare “bevanda del Perù” (La Bebida del Perú).

Evoluzione

Pepsi e Coca-Cola

Dalle sue origini, Inca Kola erose quella parte di mercato, prima detenuta da Pepsi e Coca-Cola grazie ad una strategia basata su un marketing aggressivo e prezzi bassi. Inoltre, la rivendicazione quale unica bevanda nazionale l’aiutò enormemente a conquistare nuovi clienti nazionalisti.

Coca-Cola e Pepsi condussero allora una strategia congiunta di marketing ossessivo al fine di scalzare Inca Kola dal suo trono di bevanda preferita dai peruviani. Inca Kola rispose con un’altrettanta campagna pubblicitaria la quale offriva del denaro e spazi pubblicitari ai piccoli ristoranti. In più, il marchio improntò gli spot sul fatto che Inca Kola era il giusto surrogato delle due rivali americane.

La caduta di Pepsi

Negli anni ottanta, l’infame “Pepsi Challenge” (El Reto Pepsi) campagna della Pepsi l’aiutò a distruggere letteralmente il marchio Pepsi nell’intero paese. La campagna fu molto semplice: dei centri di degustazione furono creati a Lima e nei dintorni dove la gente poteva partecipare ad un test di confronto fra Pepsi e Coca-Cola. Venivano presentate ai partecipanti due bottiglie senza etichetta e due bicchieri, ogni bottiglia era sigillata e veniva aperta e versata nel rispettivo bicchiere. Il candidato doveva assaggiare le due bevande e scegliere quella preferita, ma senza chiedergli preventivamente quale fosse la sua preferita e quella che beveva abitualmente.

La campagna fu un disastro, a causa di tre conseguenze, tutte a sfavore di Pepsi:

  1. I candidati vennero accusati ingiustamente di preferire sia la Coca-Cola che la Inca Kola al posto di Pepsi
  2. Coloro che proferirono Coca-Cola alla Pepsi non cambiarono idea
  3. Coloro che non provarono il test, scelsero per principio Inca Kola.

Circa l’80% degli intervistati comunque scelse la Coca-Cola nei test complessivi effettuati. Inoltre Coca-Cola decise in quel periodo, di concedere un privilegio ai peruviani: modificare la propria ricetta secondo i gusti delle popolazioni locali aggiungendo zucchero alla miscela originaria. Dopo questa campagna, la quota di mercato detenuta da Pepsi crollò al 3%, e restò così bassa finché Pizza Hut, Kentucky Fried Chicken e altre filiali della Pepsi non aprirono punti vendita in Perù, vendendo unicamente come Cola della Pepsi nei loro ristoranti. C’è da dire che molti peruviani non vanno nei punti vendita di queste catene a causa di questo “incidente” di percorso e perché bevono esclusivamente Inca Kola.

Coca-Cola: rivalità e distensione

Conseguentemente alla debacle della Pepsi, le due rivali si ritrovarono sole e divise nella battaglia delle bibite analcoliche nel paese andino, Coca-Cola, col 21% del mercato, e Inca Kola attorno al 35%. Coca-Cola promosse aggressivamente le sue bevande in tutte le maniere, sponsorizzando qualsiasi cosa fino alle maggiori competizioni sportive che si svolgevano in Perù. Provò a imporsi quale bevanda adatta per accompagnare i pasti legando la bevanda a qualsiasi menù nei ristoranti, piazzando addirittura delle “Coca-Cola Girls” a tutti gli angoli di Lima.

Grazie alla sua strafottenza, nel 1995, Coca-Cola riuscì a raggiungere Inca Kola con un testa a testa rispettivamente 32% e 32,9% di quota di mercato.

Inizialmente, Bembos, una catena nazionale di fast food che sorpassò McDonald’s e che praticamente espulse Burger King dal Perù, decise ovviamente di servire Inca Kola al posto della Coca-Cola, dopo aver cercato di trovare un accordo con la compagnia americana. I ristoranti trovarono facilmente clientela servendo la bevanda nazionale. In seguito, quando le due compagnie si unirono, Bembos cominciò a venderle entrambi.

Poi, conseguentemente al successo di Bembos e a dei nuovi studi di mercato, McDonald’s obbligò Coca-Cola ad accettare la vendita di Inca Kola nei suoi ristoranti (in questo periodo, questo fu l’unico luogo ove Coca-Cola accettò un tale compromesso). Questa fu l’ultima volta che Inca Kola s’inserì nell’eterna unione fraterna tra McDonald’s e Coca-Cola.

Nel 1997, la famiglia Lindley cominciò a cercare un nuovo partner. Coca-Cola cominciò allora a negoziare con la compagnia peruviana, in vista di un possibile acquisto. L’accordo venne stabilito nel 1999, Coca-Cola acquisto il 50% di Inca Kola e il 30% della società Jose R. Lindley per 300 milioni di dollari, cedendo però tutti i centri d’imbottigliamento presenti in Perù alla Lindley; un accordo di joint-venture venne firmato per tutti i mercati stranieri, ove Coca-Cola doveva utilizzare il suo potere pubblicitario per lanciare Inca Kola. Attualmente, l’Ecuador e gli Stati Uniti (New York) sono due dei paesi ove Inca Kola è imbottigliata dalla Coca-Cola.

Mercato secondario

Durante i negoziati, numerose e piccole imprese emersero in Perù, vendendo bevande che facevano concorrenza alla Coca-Cola (Peru Cola, Cola Nacional, Inti Cola, Kola Real, etc.) e a Inca Kola (Don Isaac Kola, Triple Kola, Concordia, etc.). Questa rivalità si basava soprattutto sui prezzi, più che a nuove ricette, cercando di fare pressione sulle famiglie con i salari più bassi, al fine di acquistare i loro prodotti.

L’attacco delle campagne effettuate si basava sul fatto che Inca Kola non era più un’impresa peruviana, essendo stata venduta ad un’impresa straniera e che quindi non meritava più i loro soldi. Ma il marchio Inca Kola è talmente forte e radicato nella cultura peruviana, che nessuna campagna potrà mai scalfire la sua leadership.

Situazione attuale

  • Inca Kola : 31%
  • Coca-Cola : 26%
  • Kola Real : 17%
  • Pepsi : 8%
  • Sprite : 4%
  • Altre bevande : 14%

Attualmente, Inca Kola è il leader del mercato, Coca-Cola è al secondo posto, e la Kola Real è alla tredicesima posizione.

Qui di seguito uno degli ultimi spot televisivi dedicati a Inca Kola

Fonte | Wikipedia

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Encuentro de Cine Andino Arequipa 2008

El crecimiento de la producción y la multiplicación de las muestras y festivales de cine en diversas zonas del Perú, han derivado en una inédita cita de exponentes del cine regional, en la que se proyectarán cortos y largometrajes, y se organizarán conversatorios sobre aspectos expresivos y tecnológicos del cine. Se trata del Primer Encuentro de Cine Andino Arequipa 2008, a realizarse del 29 al 31 de mayo en la Ciudad Blanca, organizado por la Municipalidad Provincial de Arequipa y Formas e Imágenes Films, la productora del director arequipeño Roger Acosta, y forma parte de las actividades del Foro APEC 2008.

Acosta, director del largometraje…

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Fonte | Cinencuentro.com

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peruanos_magazine

E’ uscita l’edizione di maggio 2008 del free magazine statunitense Peruanos en U.S.A. rivista nata dal social network della comunità peruana in America del nord PeruanosEnUSA.net.

Potete comodamente leggerlo cliccando qui sotto oppure scaricando il PDF a questo indirizzo.


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Nei blog peruani che leggo si leggono cose molto interessanti relative alla storia e alla cultura di questo mio straordinario popolo ma, questo documento va al di là di ogni mia immaginazione. Si tratta di un filmato in celluloide girato dall’università della Pennsylvania nel 1950. Un reperto unico che, anche se restaurato e colorato, rimane un importante traccia passata di queste straordinarie rovine

Fonte | Amautacuna de historia

Fonte | El utero de marita

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Drammatico documentario realizzato per Save the Children sul terribile problema di bambini mendicanti i Perù.

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Greenpeace in contemporanea con il vertice Ue-America Latina svoltosi in Perù, ha deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione sopra il grave problema dell’impatto del biodiesel nell’ecosistema.

Dopo una lettera aperta al presidente peruviano Alan Garcia, i volontari di Greenpeace hanno dato vita ad una dimostrazione tanto spettacolare quanto criticata a Machu Picchu, esponendo slogan di protesta sopra le rovine della grande città Inca.

I biocobustibili sono promozionati da alcuni governi insieme ad alcuni settori agroindustriali come una soluzione rapida per risolvere il problema dell’emissione di ossido di carbonio nell’atmosfera e, nel medesimo tempo sono visti come una nuova opportunità di mercato per l’economia agricola.

Secondo recenti scoperte scientifiche denunciate da molti organismi internazionali, però, la produzione di biocombustibile rappresenterà un serio problema per la sicurezza alimentare mondiale. I paesi più poveri saranno ancora una volta danneggiati dal crescente prezzo degli alimenti su scala mondiale.

In più, la richiesta di estensione di coltivazioni come il mais, la soia, la colza o la canna da zucchero destinati a produrre biocombustibile, provocherà la distruzione diretta e indiretta degli ultimi ecosistemi naturali come la selva tropicale.

Per questi motivi, Greenpeace a messo in atto la spettacolare dimostrazione a Machu Picchu.

Fonte | LasloRojas.com

Fonte | Diario de IQT

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Dal 29 al 31 di maggio 2008 ci sarà il primo incontro di cinema andino nella città di Arequipa. Questo video è il promo dell’evento che si celebra nella città peruviana. In cartellone molti film peruviani e tre seminari internazionali. Video molto interessante per scoprire eventi di cultura in terre a noi lontanissime.

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Nella casa Santa Rita de Casia vivono madri di età compresa tra i 12 e i 17 anni con i loro figli. In questa casa di accoglienza,
vengono aiutate a curare i loro figli fino a quando la loro età gli permette di trovare un lavoro.
Mi sembravo giusto ricordare questo giorno con questo bel reportage proveniente dal Perù.In lingua spagnola.

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La NBC nei mesi scorsi ha indetto un concorso per far decidere ai propri spettatori chi sarà il prossimo protagonista “Hero” nella serie omonima.

Si avevano due possibilità di scelta: una ragazza parigina e , udite,udite un ragazzo peruviano di Lima.

Il concorso ormai e chiuso, dispiace non averlo scoperto prima e non aver quindi avuto l’opportunità di votare, comunque spero molto che il nuovo eroe sia un limeno…Anche se non ho mai visto questa serie tv, è sempre un orgoglio sapere che c’è un peruviano in una serie televisiva molto nota.

Fonte | Heroes TV Show on NBC: NBC Official Site

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